Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi ritrovai per una selva oscura/ ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura/ esta selva selvaggia e aspra e forte/ che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è più morte;/ ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,/ dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com'i' v'intrai,/ tant'era pien di sonno a quel punto/ che la verace via abbandonai.

Dante Alighieri Commedia. Inferno, Canto I


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mercoledì 1 luglio 2015

I gattacci, il tetano e le ossa dei sorci


Una delle poche ma indubbie soddisfazioni di quando già dalla mattina ti gira tutto storto è incontrare qualcuno – meglio ancora qualchedue o qualchetre – messo peggio di te. 

Non proprio altruistico, ma senza dubbio efficace, come metodo. Al punto che si dovrebbe istituire un servizio “scegli il tuo sfigato”, in una scala da 1 a 150, dove il primo è a un livello di disgrazie altissimo,